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1. Abbracciarla con lo
sguardo
2. Immergersi nel Centro
storico
3. Passeggiare ai bordi del
mare
4. Andare per musei, chiese e
palazzi
5. Rifugiarsi nelle ville e nei
parchi
6. Le cento proposte del Porto
Antico
7. La “Grande Muraglia” e i forti sulle
alture
8. Vederla
dall'acqua

altre foto in preparazione
(14.05.2005)
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Genova, città
ricchissima di storia e di arte, dove chiese, palazzi, musei sono inseriti
in un contesto urbanistico affascinante, è rimasta nell'ultimo secolo un
po' ai margini dei circuiti del turismo d'arte. Genova, come la sua gente
poco incline ad apparire, non ha mai ostentato i propri tesori, anche
nelle epoche in cui era riconosciuta come la Superba Signora del
Mare.
Tuttavia ciò che fa
di Genova
una città
molto particolare sono
le sue molte ambivalenze
che non sempre chi ci visita riesce a
cogliere: acqua e terra, luce e ombra, umidità e arsura, roccia e schiuma,
frastuono e silenzio, brulichio e solitudine, cultura e natura,
orizzontale e verticale, passato e futuro vi si trovano facilmente
accostati in un modo intrigante e suggestivo.
Quando venite a
Genova, quindi,
provate ad approcciarla da più
parti: non ve ne
pentirete!
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1.Abbracciarla con lo sguardo
Il
contesto ambientale sul quale Genova è adagiata è davvero particolare e va
colto con lo sguardo dai suoi diversi
punti panoramici
: salendo a ridosso del suo grembo antico,
scopri le sue solide spalle appoggiate alle alture, senti l'impeto del
vento che ne muove le chiome sparse sui monti, ammiri in lontananza l'orlo
della sua veste ampia che, per una trentina di chilometri da levante a
ponente, gioca con il bagnasciuga di un mare subito profondo e aperto. Una
città fasciata di luce, che fa
stretching
tra mare e monte; dove in qualche minuto è facile salire di alcune
centinaia di metri per provare con un solo colpo d'occhio la vertigine
dell'intima fusione tra il colori del mare a quelli dei cieli, così
diversi di ora in ora, un cielo per ogni punto cardinale.
Salire,
fermarsi anche solo pochi minuti e riempirsi di qualcosa che durerà a
lungo...
I punti panoramici sono
innumerevoli; questi i più suggestivi: la
Spianata di
Castelletto
, alcuni secondi di ascensore dal Centro storico (Portello), il
Righi
, alcuni minuti di funicolare dal Centro storico (Zecca), la passeggiata
sulle
Mura del
Prato,
sopra
Piazza della
Vittoria,
dalla
Lanterna
,
il faro del porto, che si
raggiunge a piedi dal
Terminal
Traghetti
(720 gradini!) o
dall'ascensore del
Bigo
di Renzo Piano (al Porto
Antico), da Granarolo, alcuni minuti di funicolare dietro la
Stazione Principe; sul monte Fasce e sul monte Moro, 30
minuti in auto dal centro, S. Ilario, sopra Nervi, bus o treno e
poi a piedi.
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2.Immergersi nel Centro storico
I
quartieri del
Centro
storico
sono tuttora la parte più viva e suggestiva di Genova, dove per più
di duemila anni la città ha sviluppato e difeso il proprio progetto di
vita, imbastita sui traffici delle vie del mare. Oggi ci si vive ancora e
ci si abita. Bisogna percorrere i vicoli nei giorni lavorativi, per
poterne cogliere il brulichio e la grande varietà delle attività.
Procuratevi un libretto guida e costruitevi il vostro itinerario,
gironzolando tra mercatini e botteghe artigianali, affacciandovi nei
cortili dei palazzi storici, entrando nelle chiese, alzando lo sguardo
alle numerosissime edicole votive incastonate agli angoli di vicoli e
piazzette, lasciandovi tentare dalle varie specialità gastronomiche che
sono nelle abitudini dei genovesi per ingannare l'attesa dei
pasti.
Da non perdere: da Porta
Soprana a S. Maria di Castello, passando da S. Agostino
e dalla Facoltà di Architettura, fino a S. Donato e poi
dalla Piazzetta delle Erbe; dal
Palazzo
Ducale
alla
Cattedrale
, a
Piazzetta di San
Matteo;
da
Caricamento
a Piazza
Fontane
Marose,
passando da Campetto, Soziglia, Luccoli e divagando
nei vicoli adiacenti (chiesa delle Vigne, via dei Macelli,
piazzetta del Ferro, chiesa della Maddalena); ma anche da
Banchi alla Commenda di Pré attraverso via San Luca,
via del Campo, via Pré (attenzione alle chiese che si
affacciano sul percorso e a quelle a pochi passi: San Siro, San
Filippo).
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3. Passeggiare ai bordi del
mare
A Genova
vi sono più di quindici chilometri di passeggiate che costeggiano il mare,
per lo più a levante della città. Due sono le più belle:
- la
passeggiata di
Corso
Italia
, parte dalla Fiera del Mare e scorre su un amplissimo marciapiede,
passando in rassegna gli stabilimenti balneari del centro città fino
all'antico borgo marinaro di
Boccadasse
(dove si può scendere per poi inerpicarsi
fino al punto panoramico retrostante);
- la
passeggiata di
Nervi
,
dal
porticciolo fino a Capolungo: tra gli scogli a picco sul mare è in
assoluto la più romantica, a tutte le ore del giorno e della notte;
lontana dal traffico, vi si respira a pieni polmoni l'aria che profuma al
tempo stesso di mare e della vegetazione secolare dei bellissimi parchi
pubblici che vi si affacciano (ci si può arrivare comodamente con i treni
metropolitani).
Infine
una passeggiata molto interessante sta per essere completata intorno al
porto:
dalla
Fiera del
Mare
alla
Lanterna
, passando dal Porto Antico, Stazione
Marittima (navi da crociera) e Terminal Traghetti; in parte è già
percorribile.
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4. Andare per musei d'arte antica, chiese e
palazzi
La
dimensione artistica di Genova è esplosa in questo ultimo decennio ed è
ormai nota a tanti, ma non ancora a tutti. E' facile attirare l'attenzione
sulla qualità straordinaria del patrimonio artistico genovese, e in
particolare sulla sua freschezza, dovuta allo sforzo immane fatto in
questi ultimi anni per riproporlo in un quadro di rinnovamento complessivo
della città.
Abbiamo
già citato il patrimonio urbanistico, monumentale e artistico del Centro
Storico (cfr. 2), dove la cattedrale di
San
Lorenzo
è il gioiello per eccellenza e il
Palazzo
Ducale
un
elegante contenitore di sempre nuovi avvenimenti
artistici.
Tuttavia
la vera novità a Genova sono i tre nuovi poli museali, il più grande dei
quali è dedicato all'arte antica del Rinascimento e del Barocco genovese:
si tratta di un percorso in contesto urbanistico davvero straordinario,
che unisce tra loro alcune delle più belle dimore delle grandi famiglie
genovesi, dalla medievale piazza Pellicceria (Galleria Nazionale di
Palazzo Spinola), alla cinquecentesca Strada Nuova, ora
via
Garibaldi
(il
Museo dei Palazzi Bianco, Rosso e Tursi), e per Via Cairoli
alla Chiesa dell'Annunziata e alla sei-settecentesca via Balbi
(Museo di Palazzo Reale). Comunque, musei a parte, su queste strade
si affaccia una teoria lunghissima di abitazioni antiche incredibilmente
belle, che lasciano letteralmente a bocca aperta, anche solo a sbirciarne
atri, scaloni e soffitti...
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5. Rifugiarsi nelle ville e nei
parchi
Sono
numerose le ville e i parchi disseminati sui trenta chilometri di
lunghezza della città; luoghi di villeggiatura delle nobili famiglie
genovesi nei secoli scorsi, molti ora sono accessibili al pubblico e
offrono notevoli motivi di interesse paesaggistico e
artistico.
Interessantissimo
il nuovo polo museale di arte moderna ai parchi di Nervi che
collega tra loro la Villa Gropallo, la Galleria d'Arte Moderna di
Villa Serra, le Raccolte Frugoni di Villa Grimaldi Fassio,
il museo di Villa Luxoro. Un vero percorso "arte & natura", tra
piante di ogni parte del mondo e prati che si affacciano sul mare
(
Passeggiata Anita
Garibaldi), con
area giochi e piccola piscina estiva per bambini.
Vale la
pena anche spostarsi fino a Pegli per visitare la Villa
Pallavicini, settecentesca, con il suo parco di ispirazione romantica,
nel quale sono disseminati edifici esotici, laghetti, caverne e
vegetazione secolare, in un progetto che traduce una visione
transculturale della vita e del mondo.
Ma non
mancano le ville e i parchi in centro città, luoghi di ristoro per le
orecchie e per gli occhi, con le relative ville trasformate in musei: la
più vicina, Villetta Di Negro (e annesso Museo di arte
giapponese) da
Piazza
Corvetto
, a due passi dal fontanone di piazza De Ferrari.
Infine
consigliamo di percorrere a piedi anche qualche tratto della
Circonvallazione a Monte, dove, come su una cornice tra città,
porto e golfo, si può ammirare il coraggio e la sapienza dell'urbanistica
genovese tra fine ottocento e prima parte del novecento; ad esempio:
Corso Firenze, dal
Belvedere di Spianata
Castelletto(ascensore)
al Castello de Albertis (Museo delle Culture del
Mondo).
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6. Le cento proposte del Porto
Antico
Nella
zona del Porto Antico, restituita solo recentemente alla città, si
concentra una quantità impressionante di proposte di svago dei generi più
disparati; cultura, sport, arti, shopping, ristorazione ne fanno al tempo
stesso un luogo dove è piacevole passeggiare senza scopo, per poi
lasciarsi prendere da una delle numerosissime proposte.
L'attrattiva
più nota è
l'
Acquario
,
il cui pregio non è soltanto la varietà delle specie marine che ci vivono
e che si possono quasi toccare con mano, ma soprattutto il contesto
didattico creato intorno agli animali, fatto di atmosfere e di
informazioni.
Con la
stessa attenzione pedagogica è organizzato il Museo Nazionale
dell'Antartide, che contrariamente a quanto può immaginare un profano,
è un luogo per nulla glaciale, pieno di umanità (a cominciare dagli
accompagnatori): una immersione nei temi quanto mai cruciali del sistema
ecologico planetario, visti dall'unico (forse) luogo della Terra dove
l'uomo si è imposto il rispetto.
Ma è
interessante, soprattutto per i più piccoli, passare alla Città dei
Bambini, dove si possono sperimentare con stupore alcuni meccanismi ed
effetti delle leggi della natura, oppure allo Spazio Luzzati, dove
ci si può coinvolgere nelle animazioni del grande creatore figurativo,
“vecchio bambino”.
La
novità del 2004 è il terzo polo museale genovese: i Musei del Mare e
della Navigazione: 6000 mq di superficie su quattro piani, unico in
Italia dedicato alla marineriamercantile. Non sarà soltanto l'occasione
per approfondire conoscenze scientifiche, tramite metodologie interattive
estrumentazioni multimediali: situato all'interno degli antichi cantieri
di costruzione e riparazione delle galee, permetterà di rivivere altre
epoche di vita sui mari.
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7. La “Grande Muraglia” e i forti sulle
alture
Un'autentica
meraviglia che passa perlopiù inosservata ai visitatori è la ciclopica
cinta muraria del Seicento, l'ultima realizzata nella storia della
Repubblica genovese: partendo dal livello del mare si inerpica sulle falde
del monte retrostante per ridiscendere fino alla Lanterna, dall'altra
parte del porto. Parzialmente distrutta nella parte bassa della città, ne
rimangono intatti ben nove chilometri, soprattutto nella parte alta,
trapuntata da possenti fortezze. Qui è il Parco Urbano delle Mura,
una delle mete preferite dei genovesi in cerca di silenzio e di ossigeno.
Oltre che con l'auto, può essere raggiunto con le due funicolari maggiori
del Righi e di Granarolo. Da lassù si può continuare camminando sul
crinale verso il forte Diamante: una bellissima passeggiata quasi
pianeggiante a 500 metri sul mare, sullo spartiacque tra le due vallate
che portano verso la Pianura Padana, con una vista impareggiabile sulla
catena appenninica (con le Alpi Occidentali sullo sfondo) e sul
Golfo di Genova, fino al promontorio di Portofino (in certe
giornate invernali sulla linea dell'orizzonte fa capolino anche la
Corsica!).
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8. Vederla dall'acqua
Per
guardare Genova dall'acqua è già interessante approfittare del
breve
Giro
del
porto
che parte dai moli del
Porto
Antico
, accanto all'Acquario.
Ma le
emozioni più intense si hanno passando in rassegna la costa genovese di
Levante, fino al promontorio di Portofino. Qui la natura è stata
assecondata dalla cultura che la abita: è un alternarsi cadenzato di
borghi marinari con il porticciolo e le variopinte abitazioni a
palizzata, dove confluiscono brevi vallate, coltivate prevalentemente a
ulivi; tra un villaggio e l'altro costoni e promontori che si tuffano nel
mare, con i colori della macchia mediterranea (fantastica la
fioritura delle mimose) dove sono incastonate ville e
giardini.
Il
Parco naturale di Portofino ha preservato finora il mare e il monte
da intrusioni e deturpazioni. Vari sono gli itinerari possibili tra mare e
monte; ad esempio: arrivare per mare
all'
Abbazia
di S.
Fruttuoso
, in una minuscola baia, tornare a
Camogli
camminando
nella natura e rientrare a Genova in treno.
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